ESPLORO L’INVISIBILE ATTRAVERSO
COLORE, MATERIA E LUCE
Nei primi dipinti di Rudy, i colori abbaglianti e la stesura espressionistica sono simbolo di una rivelazione folgorante. Con il tempo, la tavolozza si fa via via più stratificata, e la tela diventa uno spazio in cui ogni pennellata rivela la volontà di “prendere parte” a un dialogo con la propria anima. Proprio in questo processo, emerge la celebre “linea nera”: una traccia decisa, sinuosa e priva di riconoscibilità figurativa, che scandisce ritmi improvvisi e curve inaspettate. Quella stessa linea abbandona infine la bidimensionalità della tela per trasformarsi in scultura, liberandosi da ogni riferimento cromatico e figurativo e diventando pura energia, materia viva che sfida la gravità.
Nei lavori pittorici più recenti, la gestualità di Di Pasquale non è fine a sé stessa, ma riflette sempre uno “stato d’animo” che privilegia l’informe e l’astrazione. La linea nera, spesso spezzata in ritmi sincopati o allungata in movimenti ampi, costituisce la grammatica visiva del suo mondo interiore: un dialogo incessante tra pieni e vuoti, contrasti e dissolvenze, stratificazioni di colore che parlano di tensione emotiva e trasformazione. Pur rinunciando a figure riconoscibili, l’artista non perde mai il filo narrativo: ogni segno è un’eco di un dialogo personale, un’impronta indelebile del subconscio che si fa visibile sulla tela.
Dalle opere bidimensionali, la linea di Rudy si solleva e diventa materia. Nelle sue sculture, la stessa forza espressiva che scolpisce la tela si concentra in curve fluide e torsioni minimali, dove niente è superfluo e ogni elemento è ridotto all’essenziale. Le forme, sorrette da basamenti discreti, sembrano prendere vita, oscillando in una tensione tra istinto e controllo: uno sguardo attento riconosce in quelle superfici curve la stessa “firma invisibile” che contrassegna un tratto di pennello. L’essenzialità di queste opere invita lo spettatore a un confronto intimo con la tridimensionalità, stimolando riflessioni profonde sul vuoto e sul ritmo stesso della vita.
Nel suo percorso fotografico, Rudy privilegia un approccio che va dalla street photography all’astrazione più pura. Con delicatezza, cattura frammenti di vita quotidiana, per poi trasformarli, nel bianco e nero, in composizioni geometriche essenziali: linee di forza, contrasti netti e dettagli che sfuggono allo sguardo distratto. La fotografia diventa così un linguaggio autonomo, capace di far emergere un ritmo segreto delle cose e di restituire al dettaglio più minuto una nuova dignità visiva. Ogni scatto è un incontro fortunato: un attimo sospeso, un silenzio che si fa visione.
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Esporre è un gesto intimo.
Non si tratta solo di mostrare un’opera, ma di lasciarla andare, perché trovi spazio negli occhi di chi guarda.
Da oggi fino al 22 novembre, alcune delle mie sculture vivono all’interno della collettiva “Prospettive d’arte”, curate da Silvia Ceffa.
📌 Via N.A. Porpora 16/A – MM1 e MM2 Loreto
🖤 Vieni a vedere cosa succede tra ferro e silenzio.